A scuola tutti la chiamavano “Sporchetta”, nessuno voleva sedersi accanto a lei nello stesso banco. Oggi però il suo volto appare sui manifesti in tutta la città, e il suo nome viene pronunciato con rispetto…

Alla porta del ristorante, dove si svolgeva la riunione degli ex compagni di scuola, calò un silenzio improvviso. Tutti cercavano di capire chi fosse la donna scesa dall’auto di lusso accanto a Marco. Il suo sguardo era fermo, e allo stesso tempo caldo. Camminava con passo sicuro, la schiena dritta e un sorriso discreto, come a dire: «Sono tornata».

In quel momento capii — era Elena Rossi. La stessa ragazza che tutti evitavamo, che avevamo soprannominato “la sporca”, la ragazza con i vestiti logori e lo sguardo smarrito.

— Non è possibile… — sussurrò Svetlana, l’antica bellezza della classe. — Lei?

Elena ci salutò con calma, senza la minima traccia di rimprovero. Come se tutto ciò che aveva vissuto in passato fosse stato cancellato o, forse, trasformato in carburante per il suo cammino.

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